Mentre l’azienda investe in ricerca e strutture, arriva il premio di produzione da 1.400 euro a dipendente.
Nonostante il desolato panorama congiunturale, possono concedersi un sorriso i seimila dipendenti di Ferrero Italia. Martedì 15 settembre presso l’Agenzia di Pollenzo i vertici aziendali hanno infatti annunciato alle organizzazioni sindacali il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’accordo integrativo aziendale sottoscritto nel 2006. Si tratta di un risultato importante, che comporterà l’assegnazione di un premio da circa 1.400 euro a ogni dipendente, dilazionati nelle buste paga di ottobre e gennaio (900 e 500 euro). A beneficiare del premio saranno gli stabilimenti di Alba, Balvano (Potenza), Pozzuolo Martesana (Milano) e Sant’Angelo Lombardo (Avellino).
Premio meritato. L’entità del premio legato a obiettivi (Plo) e la conseguente somma da erogare ai dipendenti è stata determinata, per il 30 per cento, dal risultato economico conseguito dall’azienda nel periodo compreso fra il primo settembre 2007 e il 31 agosto 2008. Il restante 70 per cento è invece connesso ai risultati raggiunti dai singoli stabilimenti. Spiega Andrea Brignolo, segretario territoriale Uila/Uil: «Abbiamo apprezzato il contenuto dell’informativa perché testimonia, ancora una volta, il buon rapporto che intercorre con l’azienda. Soprattutto siamo felici per i lavoratori, che possono tirare un sospiro di sollievo, nonostante il difficile scenario della recessione».
Gigante. La Ferrero conta 38 società e 14 stabilimenti sparsi per il mondo, se si esclude il quindicesimo che sta per essere inaugurato a Mosca. Il numero di dipendenti si attesta attorno ai 21 mila, di cui 6 mila in Italia e circa 4 mila ad Alba. Nonostante la crisi, l’azienda continua a investire in nuovi prodotti, aree sperimentali, strutture e linee produttive. Risultato: una continua crescita ed espansione, sia sotto il profilo occupazionale che economico.
Investimenti. «Ma non bisogna dimenticare», continua Brignolo, «che la recessione influenza il mercato e il potere d’acquisto dei consumatori, che tendono a preferire un prezzo contenuto rispetto all’alta qualità. In altre parole, Ferrero non vive sotto una sfera di cristallo, ma a differenza di altre aziende ha saputo destreggiarsi con coraggio fra ostacoli e imprevisti. Un politica oculata e strategica, che ha permesso al numero dei contratti stagionali di non diminuire nel corso dell’ultimo anno lavorativo, attestandosi su circa 900 unità. Per questo confidiamo in una ulteriore crescita. La prossima settimana si terrà a Roma l’incontro per sottoscrivere il contratto nazionale di lavoro scaduto lo scorso maggio. Speriamo di riuscire, anche grazie all’aiuto di Ferrero, a ottenere risultati favorevoli per i lavoratori».
Matteo Viberti
L’EX FILANDA CRESCE ANCORA
Nuovi uffici direzionali collegati all’edificio ottocentesco sede di Soremartec e del master universitario
Quattrocentoquaranta posti auto, 250 dei quali a uso pubblico. Li realizzerà Ferrero nell’ambito dell’ultimo lotto del recupero previsto all’ex filanda Pellisseri. Si tratta di una nuova, moderna ala di uffici direzionali, collegata all’immobile storico. La ristrutturazione degli anni scorsi ha già dato vita nel complesso al centro ricerca Soremartec. «L’investimento», dichiarava Pietro Ferrero in occasione della presentazione del progetto, «è teso a ribadire la centralità della ricerca e dell’innovazione nelle nostre strategie e il forte radicamento dell’azienda nell’albese, su cui si vuole puntare in prospettiva futura».
Soremartec. Il recupero del grande edificio ottocentesco ha permesso di ricavare locali funzionali, all’interno dei quali si lavora all’innovazione tecnica e di marketing dei prodotti. Il complesso è stato inaugurato il 29 settembre 2006 come sede della Soremartec e del master post-universitario di secondo livello dedicato allo studio della scienza e della tecnologia dell’alimentazione e nutrizione umana. Promosso dalla fondazione Ferrero e dall’Università di Torino e intitolato a Michele Ferrero il master è indirizzato a studenti meritevoli italiani e stranieri.
La storia del recupero dell’ex filanda è andata di pari passo con la nuova organizzazione viaria del quartiere – la rotonda di via Ognissanti e gli interventi realizzati in via Giovanni Ferrero sono stati curati da Ferrero su indicazione del Comune –, avviata nel 2002, quando Piazza Duomo incaricò il team Architetti associati di redigere una variante al Piano regolatore e il Piano particolareggiato. L’Amministrazione guidata da Giuseppe Rossetto intendeva mettere insieme i programmi dell’azienda dolciaria e quelli d’interesse civico. Con la convenzione che la Giunta Marello ha approvato la scorsa settimana si prosegue su questa strada, stabilendo che la Ferrero –nel realizzare l’ala a uffici – interverrà ancora sul sistema viario e pedonale in via Ognissanti e nella rotatoria tra via Ferrero e via Ognissanti. Sarà inoltre costruito il parcheggio multipiano da 440 posti e infine l’azienda installerà una stazione di bike sharing con dieci colonnine e otto biciclette, un’idea atta a favorire la mobilità sostenibile in città.
Maurizio Marello. Spiega il Sindaco: «La deliberazione di Giunta interviene per prevedere le opere pubbliche legate al nuovo intervento che il gruppo Ferrero realizzerà all’ex filanda Pellisseri. Dopo la ristrutturazione dello stabile ottocentesco, l’azienda intende costruire nuovi uffici direzionali. Alba si conferma dunque strategica per Ferrero, che assicura il radicamento a livello manageriale, mentre nello stabilimento è in atto l’ampliamento di alcune linee produttive e il Consiglio ha appena confermato il via libera alla nuova centrale per la produzione di energia». m.g.o.
da Gazzetta d'Alba